crudezze

di boxundici

 

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Mi lasciò che mi diceva –
Ho comprato i diari di Sylvia Plath –
Mi distraeva il pomo del collo che corteggiava
il vento, le radiche delle ombre,
il campo delle già futili rimembranze.
La sua camicia lasciai, mai odorata.
Mai fissata nelle veloci tenerezze. E.
Stretta mi restituii all’alfabeto delle
mani. All’arena delle ombre.
Più tornò il suo cuore. Mai firmò la buonuscita d’un bacio.
Solo formicolii d’albe. Qualche fossetta di perdifiato.
A notte. Come il vino buono che dorme nella botte.

21 Giugno 2016

@maartenbrinkman

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