stellAria

di boxundici

 

 

 

 

 

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Un paradiso m’esisteva, ore come di creatura.

Una pancia liscia di mela. Un sonno di seta

‘sin le orecchie di seta fina.

Un pollice d’armonia mi ammaestrava.

Il mento riposava l’universo. E. L’universo

era tutto uno scrollar di stelle.

– Una, mi disse,

ha il tuo segno per nome.  Una,

siamo io e te, d’inchino. –

Così ruggiva l’amore. Così. Ch’era un filino.

 

foto: A N D R E A • C O S T A N T I N I

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