night time

di boxundici

Ho una mistica pietà di me, a notte. Dell’insonnia che s’accende sull’ossa, sull’immobilità del buio. Ho uno spazio che si smarrisce e smarrisce il tremore della luce. Tutto, a notte, è un’innocente ferita asciutta. Solo un margine di creatura che si disarma. Non la tosse del figlio accaldato, del padre lontano allevato. Non il tuo cuore che sbatte sullo sterno. Senza la traccia del mio nome, senza tenermi a bada, come il balzo d’aria farebbe sull’erba calpestata. A notte ho una bocca sfamata. Sazia. Tutta una giaculatoria d’ immobili melodie. I muri sostengono cielo e stelle. Il camino riposa sulla chioma delle braci. E io mi sento presepe d’ ombre. Un tutto inanimato. Quasi smarrito.

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