amour

di boxundici

 

 

Vi nomino uno ad uno, poeti miei cari.

Quando ancora nemmeno il ragnetto

s’è svegliato sullo spartito dei fili.

Vi nomino appena ho finito la conta

dei sassolini notturni. Prima, prima

della zanna del sole, della fatica degli specchi.

Nei titoli buoni vi metto, dalla nuca

al nervetto della lingua. Vi abbraccio, caldi,

risonanti. Minuscoli e alati. E, mi rinasco.

Il piede nudo. Che sente la terra. Il pane delle parole.

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