boxundici

siparietto

tendresse

11701228_10206154147845838_5120043391247589762_n

 

Dimentichiamo
le liquide zanne
Apriamoci come noci
Senza farci male . Senza.
In punta di piedi. Morire.

 

2013

splen dor

passeggiata-con-le-lucciole

 

 

Come le lucciole

splendono qua

atterrano là

nell’’aria buona della

notte buona

io

tremo

d’incandescenza

tremo

di luce mi sbuccio.

Poi, anche, sì.

Mi cruccio.

 

21 Luglio 2017

sic et simpliciter

 

 

 

Mike Batanev1

 

È fatto in modo che non si tocchi
il sorriso nelle fotografie.

 

11.10.2005

 

foto: Mike Batanev

A more volevoli

19905069_1379622362151924_3284624361590950360_n

 

 

 

 

Averne fuscelli di tue labbra
Un becco di vermini per il nido

Farmi di more a mugolare
Spasso di cesti sopra il davanzale

Dire nei gomiti, orlo e giorno in foglia
. Segnami gli occhi, l’ombelico infiorami .

 

 

4 Aprile 2007

Foto. Enri Cartier Bresson

pre senza

1917509_938354809612017_698054862685451502_n

 

 

Ecco che è sveglia la verità della malinconia.

 

22 Giugno 2017

ché, sono.

14606478_1308533375825889_2319594886885221082_n

 

È che mi sale e m’assale. Una solennità di dolore. Di colpo, per colpi che dico: al centro del cuore. Al centro dell’occhio che sta dentro le budella. Chirurgico. Dritto, di traverso. Fortemente perpendicolare. Precisa ortografia d’un sogno che imbruttisce. Che snida l’incubo del senso vuoto. Del seno vuoto che sbatte a vuoto nello sterno della vecchiezza. M’assale. Ridicolissimamente. Mentre strofino il sapone su una macchia allagata di vino. Mentre. Il ventre si piega di spoglia misericordia. Mentre sbatte la porta il vicino e trema persino il cuscino. Riverbero d’un dispiaciuto risveglio. D’una veglia approfondita. A sfogliar petali. Di muta margherita. Bussola d’una malandata buonanotte, sono. Riserva senza pace. Ruvido suono. Quasi ghiaccio. Di tuono.

io me me

Valerie Teicher

 

Io sto zitta. Io non scrivo.
Temo il verbo. Io, me, schivo.
Guardo sol fotografie.
Di qualcun. Forse le mie.
Io sto zitta, me riposo.
Veglio il petto, poco m’oso.
Parto appena, poi mi torno.
Ogni sera allungo il giorno.
Sono prosa di vocali, gli occhi
chiudo senza l’ali. Suono son d’anestesia.
Stringo il ciel, non son poesia.

 

12 Giugno 2015

 

Ph. Valerie Teicher

ove r

14433077_1209761255731810_2336677942935256689_n

 

 

– Dove hai trovato quegli occhi –
mi hai chiesto accompagnando la voce
come fiorini nel cestello del re.

Gennaio 2008

essayer

foto Barbara Raquel Moreira

 

e
ci provo, ci provo io, il mare, oggi, a imbambolare,
così
all’uva t’aggiungo, al miraggio maestro,
inTanto tu, innamorami, tu, piano, d’amor, amorAmi.

 

 

foto: Barbara Raquel Moreira.

Oh!

18698293_1330768893703938_7955870393882977427_n

 

oh!scena di lingua
flù flù
mercatino di baci
dentro
il mio tutù

2007